18 giugno 2007

I'm leaving Las Vegas (and I won't be back)¹



Vento d'estate.

Io vado al mare, voi che fate?

Non mi aspettate.

Forse mi perdo.²



¹ Leaving Las Vegas, Sheryl Crow

² Vento d'estate, Niccolò Fabi






Si usa dire che è colpa dell'umidità. Si perché non è mica il caldo che dà fastidio, è l'umidità. E si sa che da queste parti l'umidità la fa da padrona. Ma io ho delle teorie alternative sul clima che si respirava l'altro giorno per le strade del centro di Modena. D'accordo che sudavo come un maiale, ma secondo me il mio recente infoiamento potrebbe essere dovuto a una massiccia nebulizzazione di ormoni nell'aria, più che all'imperante umidità. In questi giorni c'è stato chi ne ha riso bellamente, ma a mio parere gli americani in questo momento ci stanno bombardando e anche pesantemente.

Insomma, non si riusciva a fare due passi senza essere costretti ad appoggiare le palle degli occhi su qualcuno. E pensare che in genere sono anche uno piuttosto schizzinoso (almeno nei giorni feriali). Esemplari unici, da collezione, da mercatino delle pulci.

Come quel tipo spettacolare incrociato sotto un portico e che ho fatto appena in tempo a notare prima che per un nanosecondo incrociasse il mio sguardo con due occhi che inchiodavano al muro. Ricordo solo che indossava una canotta bianca che per un attimo mi ha fatto riconsiderare le mie teorie sul muratore.

Dopo aver passato i minuti successivi rannicchiato a terra in posizione fetale e tremando come dopo aver visto uno spettro, mi sono ripreso e ho deciso di spostarmi in un luogo chiuso, dove il tasso di ormonità fosse stato inferiore, magari filtrato dall'aria condizionata.

Resistendo al desiderio di andare a saldare un conto con una certa commessa, mi sono infilato di soppiatto in un negozio PLAYLIFE dal quale sarei uscito poco più tardi con la maglietta che, riguardandola ora, credo possa essere definita la più gaia del mio triste guardaroba (e a proposito di cose gaie, devo assolutamente cambiare quella fottuta suoneria!). Ma l'oggetto in esposizione maggiormente degno di nota era sicuramente un commesso dalle proporzioni ragguardevoli. Questo ragazzotto, dalle fattezze più che apprezzabili e decisamente troppo palestrato, non sarebbe stato il mio tipo neanche in un milione di anni, ma lì per lì gli avrei fatto un pigiamino di saliva abbastanza pesante da poterlo usare anche in inverno. Se chiudo gli occhi quasi quasi me lo rivedo questo individuo che, irritato dalle mie improprie attenzioni, mi cinge il collo con le sue braccia possenti con l'intenzione di farmi passare a miglior vita. Ancora con lo sguardo sognante e un po' di bavetta alla bocca, faccio fatica a immaginare un modo più piacevole per lasciare questo mondo.



I lived my whole life in shame,

why should I die with dignity?



George Costanza, Seinfeld




Nei prossimi giorni ho intenzione di respirare più aria di mare possibile, casomai faccia realmente bene alla salute. Magari potrebbe spegnere un po' questo istinto di accoppiamento che alla lunga diventa anche faticoso. Oppure potrebbe farlo esplodere una volta per tutte. Potendo scegliere, opterei per la seconda.

5 commenti:

pepasaera ha detto...

che bel post, l'avrei voluto scrivere io

|o|

upclose ha detto...

vedo che siamo tutti messi uguali sto periodo (cioè infoiati)

fucoblog ha detto...

in spiaggia certe esplosioni sono pericolose.

a meno che non si abbiano dei costumi rinforzati...

o neri.

che il nero sfina...

comunque

lascar ha detto...

pepasaera Grazie.

upclose Siamo più simili agli animali di quanto non ci piacca ammettere.

fucoblog Proprio perché sfina, il nero va evitato sui costumi.

lascar ha detto...

Appena tornato e stanco morto.

Buona notte.