Lo so, lo so. Visto il periodo prefestivaliero vi sareste aspettati da me il solito post acido e cinico in cui il sottoscritto si scaglia in modo del tutto prevenuto contro il Natale, il presepe, i re magi e tutto il cucuzzaro. Mi dispiace dovervi deludere (e non so proprio perché continui ad usare il plurale), ma non avrete da me niente di tutto ciò. Quello che vi trovate di fronte quest'anno è un uomo tutto nuovo, un uomo che guarda al mondo con fiducia ed ottimismo, un uomo che ha aperto se stesso agli altri, alla vita, ai cazzi e ai mazzi.
Questo inaspettato cambiamento è interamente dovuto al nuovo corso di socialità che da alcuni mesi ho preso a frequentare. Più che di un corso, in realtà, si tratta di una full immersion voluta e intrapresa dall'amica e collega Cristina che, resasi conto delle mie non poche lacune in fatto di educazione mondana, ha deciso di ergersi a mio personale tutor e di farmi provare l'ebbrezza del rapporto interpersonale con esseri umani diversi da me.
Ella così mi addestra con pazienza nell'arte della conversazione, mi redarguisce quando coglie nella mia voce toni stizziti o non del tutto amichevoli, mi incita a fare domande e, in definitiva, a mostrarmi interessato alle stupide vite degli altri.
Questo stretto rapporto di tutoraggio ha sicuramente dato alcuni modesti seppur innegabili risultati, ma al tempo stesso ha anche mostrato altri lati non del tutto positivi: ad esempio qualche collega si è lanciato nel definire la dolce Cri mammina ed io qual suo tenero figliuolo. Potete ben capire come questo metta a dura prova la mia fama di seduttore nonché la mia prorompente virilità latina.
Ciononostante, con infinita pazienza e tanta buona volontà, sto finalmente imparando le buone maniere che mi sono sempre mancate ed è con estrema gioia e tanto buonumore che auguro a tutti voi e alle vostre famiglie un buon fottutissimo Natale.
24 dicembre 2007
19 dicembre 2007
4 dicembre 2007
1 dicembre 2007
La situazione dei miei orifizi non è buona
Mi rifiuto di credere che solo perché uno decide di fare il giovincello vestendosi in modo sbarazzino in una rigida notte invernale debba necessariamente svegliarsi il mattino dopo in preda al soffocamento dovuto ad eccessiva ingestione di muco. Che schifo! Ho passato tutto il giorno così, perdendo fluidi orrendi da tutte i buchi, mezzo uomo e mezzo scolapasta. Neanche le mutante fighette hanno ridato splendore al mio sguardo cupo e perennemente incazzato. Neanche la visione di Amici ha restituito speranza al mio piccolo ego smarrito. Mi sento come uno sciacquone che perde acqua o come la muffa che cresce sulle pareti annerite dei cessi di un vecchio autogrill. Una gran bella chiavica, insomma. Ora che vi ho aggiornato, vado a fare la cacca. A presto.
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