27 marzo 2008

Se ti diranno Sei finito, non ci credere

Bossi Che poi secondo me, se ci trovassimo a tavola da soli, io e Bossi, mi sa che non avremmo più di tanto di cui parlare. Vuoi perché l'Umberto ormai muove le labbra a fatica. Vuoi perché a me a tavola non viene da socializzare con gli sconosciuti. Ma più che altro ci sarebbe il problema del background culturale e del disprezzo reciproco. Diciamo che su alcune cose io e Bossi differiamo. Ma appena un pochino, diciamo.

Però non sono neanche una bestia immonda e un po' di empatia (l'ha usato L'Aura e l'uso anch'io) con i sofferenti non posso non provarla.

Ecco. Da qualche giorno di fronte al palazzo in cui lavoro io, tra l'una e le due del pomeriggio, diciamo, in piena pausa pranzo, diciamo, staziona un manifesto elettorale semovente (credo faccia turni anche altrove) sul quale campeggia quel gran bell'uomo dell'Umberto che incita il popolo padano con fare deciso ed il pugno alzato.

Considerando il fatto che il fotoritocco fa miracoli, sarei stato capace anch'io di cancellare col Photoshop il filo di nylon che dall'alto regge il braccio esanime del povero Bossi ormai mutilato del proprio corpo oltre che (da tempo) della propria dignità.

Suvvia ragazzi: Maroni, Borghezio, Calderoli! Sui morti si può anche ridere e scherzare, non dico di no, ma i sofferenti, almeno quelli, bisognerà pure lasciarli in pace. Ecchccazzo!

26 marzo 2008

George il compassionevole

Cioè, le cose stanno così.



Il tale Jose Medellin lascia il Messico.

A Houston si unisce a una banda e massacra due ragazzine.

No, prima le violenta e poi le massacra.

Passano cinque giorni e lo beccano, gli leggono i diritti e lui confessa.

Viene condannato a morte.

La notizia arriva all'Aja che dice No, caro Texas, così proprio non vale.

L'imputato aveva diritto a una telefonata e tu non gliel'hai lasciata fare.

Mò t'attacchi e non lo puoi più ammazzare
.



Ecco che arriva il presidente Bush.

D'istinto esclama Impiccatelo più in alto!

Poi ci ripensa, che ha peccati da farsi perdonare.

No, caro Texas, tu hai pisciato fuori dal vaso.

Al Jose non hai dato il giusto processo.

Mò devi star zitto e rifar tutto daccapo.


Risponde il Texas: Tu ti scazzi, figlio d'un cane.

Il Texas è mio e impicco chi mi pare.




Fa il suo ingresso la Corte Suprema e dice:

Senti George, te del Texas non t'hai da impicciare.

Noi siam americani e di quel che fanno i forestieri ce ne fottiamo.

Lascia lo stranierio che dica ciò che vuole

Noi senza dubbio impicchiamo chi ci pare.




Bush china la testa mogio mogio e ammette sottovoce

Beh, che posso fare, almeno c'ho provato.

Questa Corte è vero io l'ho creata,

Cazzo, quando sì dice aver una fortuna sfacciata!

25 marzo 2008

Della sostituzione delle masse (e della matematica che essa comporta)

Pesi Nel mese o giù di lì nel quale ho frequentato la palestra il mio peso corporeo  non è variato di un nanogrammo. Non me ne dispiaccio, non avendo io il disperato bisogno di dimagrire.

Dal momento però che almeno (e dico almeno) cinque chili devo averli per forza persi, ne consegue che almeno (e ripeto almeno) cinque chili di muscoli devo averli messi su.

Io non opino sulla matematica.

Mi facciano il piacere di non opinare sul mio sforzo atletico.


24 marzo 2008

Tant'é

Pare che sia iniziata la campagna elettorale. Pare, dico, perché io non è che me ne sia accorto tanto. Forse che in questo periodo passo troppo tempo in giro e non mi accorgo di cosa succede nel mondo. O forse che la mia attenzione già è piuttosto scarsa di suoi e se devo interessarmi a due campagne elettorali in una sola volta credo proprio che mi va il cervello in pappa.

Solamente mi pare d'aver sentito che adesso l'Alitalia non s'ha più da vendere a li franciosi perché Berlusconi non ci sta più dentro. Dice che la compra il figlio. Pare con la paghetta che gli passa il babbo. Non è dato sapere se prima o dopo esser convolato a nozze.

Comunque a me che l'Alitalia si chiami Alitalia, Alifrancia o Alicechia non è che me ne freghi più di tanto. L'aereo o vola o non vola. Se vola bene. Se non vola so' cazzi. Di più nun zò.

Che tra l'altro io l'Alicechia la devo prendere davvero: c'ho già i biglietti per Praga in mano e solo io lo so che ansia mi mette comprare le cose sull'internét. E' che c'ho paura di cliccare il clic sbagliato e senza che te ne accorgi di ritrovi con un volo di sola andata per Tehran a ferragosto. E poi che faccio io a Tehran solo a Ferragosto?

L'hotel pare sia gay friendly. Che io mica lo so che vuol dire gay friendly. Forse che quando arrivo mi danno un forte abbraccio, una tisana defaticante e un massaggino shiatsu? E che poi quando te ne vai non ti fanno neanche pagare? Che se è così anche quello dell'anno scorso a Valencia era gay friendly visto che me ne sono andato senza pagare. Cioè, loro si sono dimenticati di farmi pagare. Proprio passato di mente. ¡Ostras, che gente 'sti valensiani! O, più probabile, m'hanno guardato in faccia e hanno giustamente pensato sto straccione nun c'ha n'euro.

Tant'è.

Mi piace dire tant'è.

Lo dico per chiudere le frasi.

Che quando chiude lo frasi non son mai cosa dire.

E così dico tant'è.



Orbene, questo blog è un'attimino sotto commissariamento. Il comitato di redazione ne sta riesaminando la linea editoriale al fine di stabilire se faccia schifo, molto schifo, o sia un'emerita stronzata. Si accettano suggerimenti (che ovviamente seguirò alla lettera essendo io del tutto incapace di non compiacere chiunque. O forse no.)

2 marzo 2008

Facendo due conti

Per quanto tenti di nasconderlo e non farne più di tanto un vanto è innegabile che io non sia soltanto un uomo (e che uomo!) ma anche e soprattutto un ragioniere.

Ed è con questo spirito che, armato dei più sofisticati strumenti informatici, annoto quotidianamente ogni mia piccola spesa al fine di stabilire quanto io sia schifosamente ricco e cafone.

Mi accorgo però ora che la situazione ha preso una piega piuttosto inaspettata se è vero che da qualche mese le mie risorse finanziarie hanno iniziato a prosciugarsi ad una velocità tale che oserei definire di curvatura.

Facendo un'attenta analisi delle mie spese negli ultimi quattro mesi e confrontandole con quelle dei quattro corrispondenti mesi dell'anno precedente, mi sono testé accorto che sto spendendo un fottio di soldi e che le mie sempre più modeste entrate faticano in modo ormai evidente a tenere il passo.

Scendendo più nel dettaglio in questa mia meticolosa indagine sono arrivato o stabilire che non solo le mie uscite sono praticamere raddoppiate, ma che ben più della metà dell'incremento è ascrivibile ad un'unica e sola macrocategoria: infighettamento.

Se questo non fosse sufficiente, un altro buon 25 per cento del mio eccesso di spesa viene risucchiato da attività varie dovute ad un moderato aumento di vita sociale (da cui si capisce il perché del massiccio investimento in fighetteria).

Infine, il restante 25 per cento serve a sostenere la mia nuova e ben poco remunerativa attività lavorativa, il che rende evidente non solo come io abbia le mani bucate, ma come anche lavori in realtà per l'anima del cazzo.

A questo punto urge una soluzione.

Non avendo io intenzione di modificare le mie abitudini di spesa nel breve periodo e non intendendo neanche mettermi a fare marchette per sostenere uno stile di vita assurdo, ecco che chiedo all'ordine mondiale di instaurare un nuovo modello economico che premi i soggetti come me che con le loro spese voluttuarie e voluttuose fanno girare l'economia creando ricchezza per tutti e punisca invece l'onesto lavoratore e le famiglie numerose che si ostinano a voler mettere tutte le sere un piatto sulla tavola per i loro innumerevoli figli che, diventando prima bulletti a scuola e quindi disoccupati cronici, non fanno altro che frenare lo sviluppo del paese.

In alternativa accetto contanti, assegni e carte di credito. Grazie.