3 gennaio 2007

La gaiezza non paga

Il 31 gennaio chiude GAY.tv. Non che la notizia possa o debba lasciare un segno. Io stesso sono sempre stato un frequentatore molto occasionale di quel canale, se non nei primi tempi quando trasmetteva Queer as Folk e nei quali mi si stava formando una qualche sostanziale accettazione di me. In questi giorni trasmettono un annuncio di fine trasmissioni, a dire il vero un po' melodrammatico, che termina pressapoco così:



...farlo ci è costato fatica e non solo [qui credo parlino di soldi].

Noi abbiamo investito. Altri no.




Queste frasi mi fanno riflettere sul fatto che il triste destino di questo canale fosse già intuibile dai suoi primi mesi, nel lontano 2002. Una costante della rete, nata prevalentemente come tv musicale e che morirà prevalentemente allo stesso modo, era l'assoluta assenza di pubblicità. O meglio, le interruzioni c'erano, ma dentro ci trovate solamente uno spot della Citroën (unica azienda ad avere per lungo tempo sostenuto la rete) e al massimo un qualche CD in uscita. Mai, in questi cinque lunghi anni, nessuna azienda italiana ha ritenuto opportuno pubblicizzarsi attraverso questo canale. Ed è strano se pensiamo che il pubblico gay è in genere considerato altamente commerciale, modaiolo e spendaccione. Nessuna azienda ha mai avuto quello che ora mi viene da definire il coraggio di associare il proprio marchio alla parolina gay. E Sky non è stata certo da meno. Anche questa si è ben trattenuta dall'intrecciare qualsiasi relazione commerciale con la rete di Massimo Scolari, senza parlare di includerla in uno qualsiasi dei suoi pacchetti. A ben vedere di canali musicali ce ne sono a decine e non si capisce cosa abbia una Match Music qualsiasi in più rispetto a GAY.tv. Già io non riesco a capire come uno possa scegliere roba tipo Music Box quando ha a disposizione MTV. Vallo a sapere!

Insomma. C'è quasi da meravigliarsi che ci sia ancora gente che sta battersi per i diritti e per l'uguaglianza, quando neanche chi insegue l'arido profitto è capace di investirci un euro. Allibisco.



Voi potete smettere di leggere qui. Oppure...



... oppure no. Questo è più che altro un appunto per me stesso. Ho pensato, come proposito per l'anno nuovo, che questo blog debba diventare un po' più serio. Non ho detto serioso, questo no. Vorrei solo riuscire a parlare un pochino meno di me e un pochino più di tutto il resto. Questo soddisferebbe diverse esigenze, come l'avere molti più argomenti da trattare e darmi modo di esprimere le mie idee le rare volte che ne partorisco qualcuna. Già inizialmente questo blog aveva tentato una strada del genere. Poi, con il po' di esperienza internettiana che mi sono fatto, ho capito che alla gente il serio non piace e preferisce farsi una allegra ghignata. Tranquilli, sono con voi! Anche io lo preferisco. Però so bene che se volessi puntare all'audience dovrei mettermi a scrivere post erotici e, cari miei, non ho alcuna intenzione di farlo. Qui infatti si giunge ad un'altra esigenza da soddisfare: smettere di scrivere pensando alle reazioni che si vogliono ottenere e farlo solo per il gusto di farlo. Probabilmente non ci riuscirò ed il proposito si sbriciolerà prima della Befana sotto il peso della mia idiozia. Ma è un proposito e come ogni buon proposito per l'anno nuovo nasce sapendo già di avere vita breve.

Breve ma intensa!

3 commenti:

Amanifor ha detto...

Non vedo Mtv, non pago. Però ero un'affezionata di gay.tv, dove guardavo tantissima (ottima) musica, qualche programma e talvolta anche qualche film sottotitolato, per sentire un'altra lingua parlata. Sono "etero" e lo dico dopo perchè guardare gay.tv era un po' come guardare il mondo da un'altra angolazione, talvolta condivisibile, talvolta no. Però apprezzavo proprio questa "diversità".

Vabbè finisco qui.



=)

Lodger ha detto...

Ho l'impressione che gli inseguitori del profitto preferiscano sfruttare le grandi potenzialità del mercato dei consumatori gay restando al di qua della loro barricata.



Per gli inseguitori del profitto esistono già abbondanti e consolidati veicoli pubblicitari per raggiungere al 100% il mercato gay, quindi non hanno certo motivo di dovere trovare il coraggio di utilizzare anche gay.tv.



Sono entusiasta di questo commento assolutamente serio in linea coi nuovi propositi del Nostro Lascar.

ilcieloditom ha detto...

Boh, ho letto per caso questo post e la notizia è passata in secondo piano perchè ero curioso di conoscere le motivazioni di Ostras nell'affrontare questa tematica.

Sono gay e non ho mai visto quel canale televisivo, sapevo che ci lavora La Pina e Cecchi Paone. Ma non sapevo delle difficoltà finanziarie della rete, pensavo fosse un canale televisivo da talk.

A me interessa poco che la7 abbia i soldi e gay.tv no, tanto guardo pochissima tele e solo i films.

E' vero che le altre reti hanno il vantaggio che comunque vengono viste da etero e non, e non si pongono questi problemi, al massimo se li pongono i pubblicitari per la loro immondizia-spot.

Tuttavia non credo assolutamente che si debba parlare di categoria [forse sono favorevole per una tv generalista].

Ok, sto facendo fatica a non scrivere un post polemico!

Non per offendere qualcuno ma io penso davvero che l'omosessualità non doveva essere bandita dall'OMS tra le malattie mentali [unica e vera tutela].

E reputo vomitevole ogni sorta di campagna informativa sulla diversità.

Per non parlare di quella pubblicitaria.

AAA vendesi kamikaze a basso costo!!!

[chiedo venia a chi leggendo possa sentirsi urtato]

Tom