Prometto solennemente che fra un anno, a parità di circostanze e cioè in caso non sia ancora fidanzato, sposato o morto, passerò l'ultima sera dell'anno chiuso in casa. Non mi importa se sarò solo o in compagnia. Mi importa solamente di restarmene a casa. Risparmiarmi i preparativi, le aspettative, il freddo polare, i viaggi in auto, la nebbia, i modi e la voglia di divertirsi degli altri.
Ricordo con nostalgia la notte di capodanno tra il 2001 e il 2002. L'ho passata in casa da solo sdraiato sul divano brindando a Coca Cola davanti alla tivù. Era l'anno della nascita dell'Euro e io me ne stavo un po' stordito a guardare su CNN, SkyNews e similari le classiche celebrazioni svoltesi in ogni angolo del pianeta nonché i festeggiamenti per la moneta unica ed i primi buffi tentativi di prelevare euri ai bancomat di mezza Europa.
Su CNN c'era il bizzarro Richard Quest. Su SkyNews una coppia di giornalisti, lui con la barba, lei piuttosto carina, che si sbaciucchiavano brindando a champagne sia alla mezzanotte nostra che alla mezzanotte loro.
Allora l'avevo vissuto come un capodanno discretamente sfigato. Oggi lo ricordo con nostalgia e pensando che come scelta non sia affatto male.
Tutto questo lo consideravo mentre viaggiavo seduto sul sedile posteriore di un'auto nella quale mi accorgevo ancora una volta di come più il tempo passa più io soffro il mal d'auto. Ed è strano perché da bambino non l'ho mai sofferto.
Comunque, passata la nausea, la serata non è stata per niente fredda, la musica era buona, il divertimento assicurato.
E' passata anche questa.
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2 commenti:
Lo sai che c'hai ragione?
Tante aspettative e alla fine quasi nessuno si diverte.
Essere o non essere...questo è il quesito.
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