Cammino con passo deciso sul marciapiedi in una città che non conosco. Sono confuso, ma sicuro di me. Cammino senza voltarmi indietro, perché ancora non posso. E' buio e fa freddo, ma io non me ne accorgo e tengo la giacca aperta. Non noto le luminarie e quasi non scorgo la gente mentre passo avanti. Mi fermo alle strisce pedonali aspettando il verde. Accanto a me una donna che tiene per mano la sua bimba tutta imbacuccata. C'è ancora il rosso e compio un gesto che non faccio mai. Infilo la mano nella tasca interna, estraggo gli occhiali e li inforco. Non perché sto per mettermi al volante. Voglio portare gli occhiali. Li metto e sono già sereno. Forse li tengo.
In autostrada metto un CD che mi vuole far ballare. E per quel che posso, seduto dietro al volante, ballo. La strada è sgombra e la notte è scura. Vado veloce, ma non ho fretta, quindi rallento.
Arrivo, tranquillo tranquillo, col telefonino in mano per le strade deserte. Mi fermo al Madera. Toc toc sul vetro e li saluto. Entro, le solite facce, più uno che non conosco. Sono stanco ma ho voglia di divertirmi. Prendo una birra. Non parlo molto, ma quando parlo sono divertente. Sto bene, anche lì. Patatina, birra, patatina, sbadiglio. Quattro chiacchiere e quattro risate. Mi congedo, saluto e torno sul mio bolide. Per una volta rientro a un orario decente. Mancano due minuti a mezzanotte. Vado a letto coi miei pensieri.
5 gennaio 2007
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