7 novembre 2006

Celo, celo, manca!

Allora. Da un paio di giorni dovrei pubblicare un post folcloristicamente intitolato Cronache apocrife di palle e di canestri. Il fatto è che non ho la forza né la voglia di metterlo insieme, perciò ciccia. La mancanza di ispirazione è ampiamente dimostrata dal fatto che negli ultimi giorni ho scritto quasi eslcusivamente parole altrui (il post precedente avrebbe potuto intitolarsi alternativamente Fuck you copyright, four hundred years is quite enough I think, oppure Cosa non si fa per darsi un tono, ndr). Credo che mettendomi di impegno sarò in grado di produrre le Cronache nel giro di un paio di mesi, neanche fosse questo gran che.

In sostituzione ho deciso di mandare in onda un documentario dal titolo Celo, celo, manca sottotitolato Quello che avrei anche intenzione di fare nei prossimi trent'anni, me stesso permettendo. Non è l'argomento più originale, ma bisogna sapersi accontentare: quando arriverò a tramsettere ¡Ostras!, Il meglio di sarò veramente alla frutta.

Breve contesto storico: la lista che segue nasce prevalentemente ieri sera durante una lezione di spagnolo particolarmente svogliata, con sottofondo di qualcuno che decantava le bellezze culturali della città di Còrdoba (prima o poi dovrò scrivere un suggestivo quadretto di questo corso). L'elencazione segue un ordine rigorosamente casuale.



- andare a vivere in Spagna;

- imparare la Lingua Italiana dei Segni;

- vedere quante più isole del Mediterraneo possibile;

- guidare una convertible sulle strade del Colorado;

- imparare a suonare uno strumento musicale (piano o chitarra, a scelta);

- conoscere tanta tanta gente;

- prendere il sole su una spiaggia nudista;

- vincere almeno una partita a Monopoli;

- andare in palestra;

- imparare a cucinare;

- innamorarmi per davvero, almeno una volta;

- cantare in pubblico (tipo karaoke, no?)

- vivere solo soletto;

- alzarmi la mattina presto per fare tante cose;

- rileggere Il Signore degli Anelli;

- avere una gatta di nome Olivia o Pandora;

- cullare tra mie le braccia, se non un figlio, almeno un nipote.



To be continued...

4 commenti:

MiaEssenza ha detto...

Nel mio post mi riferivo a qualcosa che mi trascini e che sia quindi esterna a me...e alla mia fantasia.



Nel tuo post invece noto qualcosa che mi ha fatto nascere dei dubbi:



- imparare la Lingua Italiana dei Segni.....cosa sarebbe? Il linguaggio dei sordo-muti? O qualcosa di arcano che non ho mai saputo sulla nostra cara lingua italiana.



- guidare una convertible sulle strade del Colorado......io non sono una espertissima di macchine...ma la convertibile cos'è? Mi da l'idea di uno di quei robot dei cartoni animati giapponesi che si trasformano in varie forme. O_o



Per il resto la lista è molto interessante....e credo che potrebbe continuare all'infinito...:)

4passi ha detto...

bello l'elenco...la lingua dei segni è interessante da imparare in effetti...! la cosa più facile forse forse è imparare a cucinare; la più difficile hmm...ce ne sono un 2-3 :)

lascar ha detto...

MiaEssenza E' effettivamente la lingua a cui ti riferisci. Ogni paese più o meno a la sua e la nostra si chiama LIS. Al momento so fare solo l'alfabeto.

Di auto non so niente neanche io: la convertible sarebbe una decappottabile, ma convertible fa molto vecchia america, tipo Buick, Pontiac, Oldsmobile, Cadillac...



4passi Diciamo che in cucina non morirei di fame, sono ad un livello già di sopravvivenza... :) Mi chiedo invece cosa sarebbe per te davvero difficile di quelle 2 o 3...

4passi ha detto...

per me le più difficili sono "conoscere tanta tanta gente; andare in palestra; guidare una convertible..." :)