27 marzo 2008

Se ti diranno Sei finito, non ci credere

Bossi Che poi secondo me, se ci trovassimo a tavola da soli, io e Bossi, mi sa che non avremmo più di tanto di cui parlare. Vuoi perché l'Umberto ormai muove le labbra a fatica. Vuoi perché a me a tavola non viene da socializzare con gli sconosciuti. Ma più che altro ci sarebbe il problema del background culturale e del disprezzo reciproco. Diciamo che su alcune cose io e Bossi differiamo. Ma appena un pochino, diciamo.

Però non sono neanche una bestia immonda e un po' di empatia (l'ha usato L'Aura e l'uso anch'io) con i sofferenti non posso non provarla.

Ecco. Da qualche giorno di fronte al palazzo in cui lavoro io, tra l'una e le due del pomeriggio, diciamo, in piena pausa pranzo, diciamo, staziona un manifesto elettorale semovente (credo faccia turni anche altrove) sul quale campeggia quel gran bell'uomo dell'Umberto che incita il popolo padano con fare deciso ed il pugno alzato.

Considerando il fatto che il fotoritocco fa miracoli, sarei stato capace anch'io di cancellare col Photoshop il filo di nylon che dall'alto regge il braccio esanime del povero Bossi ormai mutilato del proprio corpo oltre che (da tempo) della propria dignità.

Suvvia ragazzi: Maroni, Borghezio, Calderoli! Sui morti si può anche ridere e scherzare, non dico di no, ma i sofferenti, almeno quelli, bisognerà pure lasciarli in pace. Ecchccazzo!

4 commenti:

pepasaera ha detto...

non mi diventerai compassionevole sdolcinato?! no eh?! :-)

lascar ha detto...

Non credo, ma nel caso... abbattetemi :-)

Cauta ha detto...

si piò scherzare sui morti?

Mh..

non lo sapevo.

lascar ha detto...

Mh, direi di sì, almeno fino a prova contraria.