26 marzo 2008

George il compassionevole

Cioè, le cose stanno così.



Il tale Jose Medellin lascia il Messico.

A Houston si unisce a una banda e massacra due ragazzine.

No, prima le violenta e poi le massacra.

Passano cinque giorni e lo beccano, gli leggono i diritti e lui confessa.

Viene condannato a morte.

La notizia arriva all'Aja che dice No, caro Texas, così proprio non vale.

L'imputato aveva diritto a una telefonata e tu non gliel'hai lasciata fare.

Mò t'attacchi e non lo puoi più ammazzare
.



Ecco che arriva il presidente Bush.

D'istinto esclama Impiccatelo più in alto!

Poi ci ripensa, che ha peccati da farsi perdonare.

No, caro Texas, tu hai pisciato fuori dal vaso.

Al Jose non hai dato il giusto processo.

Mò devi star zitto e rifar tutto daccapo.


Risponde il Texas: Tu ti scazzi, figlio d'un cane.

Il Texas è mio e impicco chi mi pare.




Fa il suo ingresso la Corte Suprema e dice:

Senti George, te del Texas non t'hai da impicciare.

Noi siam americani e di quel che fanno i forestieri ce ne fottiamo.

Lascia lo stranierio che dica ciò che vuole

Noi senza dubbio impicchiamo chi ci pare.




Bush china la testa mogio mogio e ammette sottovoce

Beh, che posso fare, almeno c'ho provato.

Questa Corte è vero io l'ho creata,

Cazzo, quando sì dice aver una fortuna sfacciata!

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