25 settembre 2006

Le train

Questa mattina è passato il treno. Io non sono salito e non sono sicuro di aver fatto male.

Dopo un po' di curriculum spediti, oggi ricevo la prima telefonata che mi proponeva un colloquio ed in realtà mi proponeva già il lavoro.

Il lavoro era in Francia, periferia di Parigi, un sito internet internazionale. Giorno di inizio, lunedì. Non farò il colloquio.

L'esperienza mi sarebbe piaciuta molto, altrimenti non mi sarei neanche proposto. La conoscenza della lingua non sarebbe stata fondamentale sul posto di lavoro, tanti sono gli stranieri che lo abitano. Il lavoro in sé non era poi di tanto interesse, ma sarebbe stato ideale per un'esperienza di durata limitata, per prendere confidenza con un ambiente totalmente nuovo. I pro, più o meno, finiscono qui.

I contro. Meno di una settimana per decidere di andare a Parigi ed organizzare un trasferimento a lungo termine è davvero troppo poco secondo me. Anche avendo l'appoggio certo di chi ti sta intorno, servono delle motivazioni forti per affrontare una prova così radicale e forse queste motivazioni non ci sono tutte. E sebbene non sia importante parlare il francese in un'impresa internazionale, lo diventa quanto, uscito dall'ufficio, ti ritrovi solo in una citta da 11 miliondi di abitanti.

E poi Parigi non mi piace. Eresia! Non è che non mi piace, non ci sono mai stato. Ma decisamente preferirei vederla da turista, prima. Almeno una volta. E' troppo a nord e, secondo il mio senso geografico, troppo fredda. Marseille, Bordeaux, d'accord. mais Paris, jamais!

Bon, c'est tout.

La prendo così, come indice del fatto che ho delle possibilità. Anche dove non me l'aspetto.

1 commento:

Lodger ha detto...

Beh una riflessione molto saggia ed equilibrata.

Mi trovo perfettamente d'accordo sui contro: troppo poco tempo per organizzare un trasferimento del genere, Parigi, mica un giro al Bennet....