Questo è il mio nuovo lavoro. Nuova scrivania,
Nel mio nuovo ufficio sono tutte donne, tranne uno. Il che è un bene perché, se non l'avete notato, gli uomini tendono ad essere noiosi in modo insostenibile. Di conseguenza anche la mia pausa caffé è accompagnata da una massiccia presenza femminile, il che è meno bene giacché sul medio termine il femmineo chiacchiericcio tende a stordire l'ometto che è in me. Ma sempre meglio che parlare di motori!
Il mio capo è una donna. Anche questa è un'esperienza nuova e, devo ammettere, piuttosto piacevole: dà pur sempre una sensazione di benessere vedere una donna piegata sotto un tavolo e alle prese con attività tipicamente maschili.
Il mio nuovo ufficio è al secondo piano in un edificio che di piani ne ha cinque e tutto il giorno è un continuo andar su e giù con l'ascensore. A me l'ascensore fa venir la nausea, che è peggio dal mal di mare, peggio del mal d'aria, perché il mal d'ascensore è proprio stupido. Però in ascensore c'è una grande parete a specchio ed io, quando sono solo, non posso resistere alla tentazione di rimirarmi in tutto il mio fico splendore nelle pose più glamour (ovvio che prima mi sono accertato dell'assenza di telecamere di controllo).
Ogni tanto, però, mi intristisco anche. Accanto a me c'è una partete che separa la mia scrivania da quella accanto, una di quelle pareti sulle quali puoi appiccicare tante belle cose con delle simpatiche puntine colorate. Ed è quando mi volto a guardarla che vorrei tanto avere una foto da appenderci per poi rispondere a chiunque me lo chiedesse: «quello è il mio ammmore!» Sigh. sob, che tristezza: penso che mi ucciderò infilandomi quelle fottute puntine nei polsi!
Sul fronte lavorativo è tutto qui. Dalla vetrata sulla quale si affaccia la mia scrivania un bel sole di fine estate filtra attraverso la strisciata bianca e grumosa lasciata da un piccione dissenterico durante il suo volo aggraziato.
Ma oggi è anche una data speciale: proprio oggi, un anno fa, questo blog emetteva i suoi primi sconsiderati vagiti. E' quindi giunto il momento di soffiare sulla prima simbolica candelina, un'occasione importante alla quale anche la spettabile azienda Telecom Italia ha voluto partecipare regalandoci una brutale interruzione della connessione ADSL che perdura da una decina di giorni. E visto che sul mio nuovo e scintillante computer casalingo (vorrei farmelo pimpare con una pacchiana fiammata rossa sul fianco) internet non c'è più, mi tocca star qui a scrivere di nascosto durante il mio ben poco remunerato orario lavorativo.
Ora basta, è tempo di tornare al lavoro, anzi, di tornare a contare i minuti che mi separano da una lunga e vaporosa doccia, sperando che nel frattempo nessuno mi si avvicini troppo.
6 commenti:
però attento che troppe donne in un ufficio non sono sempre un bene :D
però io mi sono perso...dov'è che vivi ora? :O
:-) piacere ritrovarti fuori di casa!
Io odio gli ascensori con gli specchi, non riesco a guardarmi mai... sono troppo specchi.
=)
Per fugare ogni dubbio: vivo sempre nello stesso posto, solamente ho deciso di farmi quaranta chilometri ogni mattina per andare al lavoro.
Un applauso per la prima candelina ;)
Beh un ambiente di sole donne non lo sopporterei...raramente riesco a digerire le donne singolarmente...figuriamoci in branco.
Un saluto :)
ricordati...L'UOMO ADDA' PUZZA'
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