30 maggio 2007

Tre cose

Tre cose che mi danno da un po' da fare.



Non sopporto quelli che, conoscendomi tipo da un paio d'ore, già si prendono la libertà di usare il turpiloquio nel parlare con me. E quindi giù di cazzi e di fighe come se piovesse. Come si sarà capito, non è che io sia contrario al linguaggio scurrile, giacché ne faccio abbondante uso anche su queste pagine. La parolaccia è uno sfogo, dà colore, fa simpatia ed esprime concetti a volte difficilmente esprimibili diversamente. Ma porco giuda, ci vuol comunque un po' di gradualità nei rapporti umani: prima di scaricarmi addosso tutte le tue madonne, per favore, almeno aspetta di sapere come faccio di cognome!



Il 'cerca di capire'. O meglio, quelli che mi dicono 'cerca di capire'. Che me lo dicono quando mi spiegano qualcosa che io potrei non conoscere (ma potrei anche conoscerla, che cazzo!, neanche mi conosci e magari ne so più di te, imbecille!) Perché l'espressione 'cerca di capire' presuppone che io sia un po' rincoglionito e debba applicare tutte le mie massime abilità sinaptiche per afferrare un concetto così complesso che, una volta appreso, rischierei di scordare come allacciarmi le scarpe.



Quelli che mi salutano e, appena prima di pronunciare il mio nome, si lasciano sfuggire una breve ma significativa pausa interpretabile solamente come un 'come cazzo è che ti chiami tu?' Questa cosa mi dà fastidio in quanto mina profondamente alla mia autostima, ma devo ahimé confessarmi colpevole dello stesso crimine visto che coi nomi ho sempre fatto una fatica bestiale. Il segreto sta nell'utilizzare da subito il nome di una persona appena conosciuta: Ciao Pincopallo. Come stai Pincopallo? Tutto bene Pincopallo? Che hai fatto di bello Pincopallo? Così non si rischia di dimenticare i nomi, ma probabilmente Pincopallo ti prende per cretino.

1 commento:

fucoblog ha detto...

però dico io, cerca di capire, porca puttana non puoi mica fare sti post provocatori. e che cazzio, sei grande ormai, devresti davvero provare a capire e prevedere le conseguenze di quello che cazzio scrivi, porca pagnotta.

oh!

comunque.

ultima cosa, 'come cazzo è che ti chiami tu?'