E' venerdì sera e mancano dieci minuti alla mezzanotte. «Senti questo che boiate ha da dire proprio ora». Sembra che non c'entri niente, ma in realtà garantisco che è tutto più o meno collegato.
L'idea era quella di passare una serata spensierata davanti a un film disimpegnato, tipo Slevin, qualcuno l'ha visto, consigliate? Inspiegabilmente scivolo su Ferrara e l'Armeni che parlano di famiglia e di Family Day. Proseguo il martirio con Santoro che parla di famiglia e di Family Day (tra parentesi, impagabile lo sguardo torvo dell'onorevole Meloni. Me ne sono perdutamente innamorato. Pagherei per essere guardato in quel modo da una donna). C'è da dire che come gggiovane sono spaventosamente anziano, ma che ci posso fare, è un po' l'unico argomento che mi appassiona ultimamente. Okkei, avrei proprio bisogno di fare due salti. Proprio ora su TV7 parlano di famiglia e di Family Day, mentre dall'altra parte la D'Amico parla con unA trans. E' troppo anche per me.
Io non so come faccia certa gente a discutere animatamente di temi appassionanti senza incazzarsi e lasciarsi sfuggire qualche cosa di pesante. No, perché io non ci riesco. Che io ogni volta che m'appassiono finisce che offendo qualcuno. Ma lo faccio un po' per provocare e un po' per dare colore. Cerco con l'insulto ed il turpiloquio di svegliare le menti ottenebrate dei miei stolti interlocutori e riportarli in vita. Di solito non ci riesco. E così li invidio questi che parlano pacatamente e sobriamente e assennatamente. Però un bel figlio di puttana ogni tanto, secondo me, rende di più.
Ho smesso di parlare con il mio caro padre. Così. Gli ho tolto la parola e, per quanto ne so, potrebbe durare due giorni come ventanni. E pensare che raggiunta la maggiore età uno dovrebbe smetterla di comportarsi come un ragazzino... ma dico, stiamo ancora parlando di me?
12 maggio 2007
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