26 marzo 2007

Amori scolastici /2

Ora le cose si fanno più confuse, perché cronologicamente parlando, non mi ricordo una minchia. Durante il primo anno delle scuole superiori si incontra un sacco di gente nuova. Ed io incontrai una ragazzina bionda di nome Elena. Mi ricordo Elena con i capelli morbidi e arruffati, gli occhi chiari e le guance infiammate di rosso. Veniva accompagnata a scuola su una adorabile 500 gialla ed era molto timida. Non era quella che si potesse definire una ragazza bellissima, ma a me in qualche modo piaceva molto, forse perché anche io ero molto timido ed il suo carattere riservato mi faceva sentire a mio agio. Ricordo un'insegnante che, parlando con mia madre, le raccontava di quanto eravamo impacciati seduti fianco a fianco, sostenendo che ogni volta che incrociavamo gli sguardi sembrava quasi volessimo chiederci scusa. Bugiarda! Ma in quel periodo, intanto, avevo intrecciato anche una bella amicizia con Greta, una ragazza dai capelli dritti e neri che portava degli occhiali spessi. Greta era simpaticissima, ma da morire dal ridere. Per un periodo sedetti nel banco dietro al suo e mi divertii un casino. Andavamo molto d'accordo e un po' alla volta mi affezionai a lei a tal punto dal vedere un bacetto sulla guancia salutandoci prima di Natale, come un segno inequivocabile dei suoi sentimenti. Peccato che in breve tempo sarebbe diventata una vera stronza. Nel senso buono, per carità! Ma per riuscire a parlare con lei sembrava si dovesse prendere appuntamento al CUP con mesi di anticipo. Neanche fosse stata sta gran figa! Ma il meglio doveva ancora arrivare.

Fortunatamente di lì a poco mi sarei accorto dell'esistenza di una ragazza con la quale avevo condiviso un anno e mezzo di scuola senza mai degnarla di uno sguardo. Si chiamava Monica, l'amica di Elena, ed era considerata dai più una ragazza di rara bellezza. Io mi svegliai nel novembre del '92 e da allora non ebbi occhi che per lei. Me ne innamorai perdutamente e non solo per il suo piacevole aspetto, ma soprattutto perché era una persona che ammiravo con la testa oltre che con il cuore. Dava l'idea di tranquillità e rilassatezza, ti diceva che il mondo spesso era di merda, ma non per questo dovevi lasciarti prendere dalle paure; che i problemi ci sono, a volte li supererai e a volte no, ma che in ogni caso non devi lasciarti andare alle preoccupazioni fino al minuto prima di doverli affrontare, perché prima o poi li affronterai ed è sempre meglio farlo con serenità e un poco di incoscienza. Monica aveva un ragazzo decisamente stabile e una fila di corteggiatori, a cominciare da Andrea che palesemente le moriva dietro, ma con lei riuscii ad instaurare un rapporto che seppur breve mi segnò profondamente, regalandomi le emozioni più intense che mai avessi provato o avrei potuto provare. Innamorarmi di lei fu allo stesso tempo un dono e una dannazione. Un dono perché mi fece capire per la prima volte cosa significasse veramente provare un sentimento sincero per un'altra persona. Una dannazione perché finii per idealizzarla e portarmi dentro il suo ricordo per molti anni, sentendomi sempre più incapace di innamorarmi di nuovo. E chissà poi se lo sono davvero.

La scuola finì pochi anni dopo e devo dire che non ci furono più ragazze che mi facessero sognare come era accaduto un tempo, ma questa, forse, è un'altra storia...

2 commenti:

VanderBlogger ha detto...

Cavoli, non ho niente da commentare, però ho letto con molto piacere...



ci si vede

anonimo ha detto...

ma quanti anni hai? come la maggioranza dei maschi che vorrebbero innamorarsi ma non ci riescono.