20 marzo 2007

Amori scolastici /1

La carriera scolastica di ogni bambino della mia generazione ha avuto inizio intorno ai 3 anni quando è stato iscritto all'asilo infantile, che come sapete oggi non esiste più, ma ormai non sono problemi che mi riguardino. Ed allora mi fu assegnata la prima fidanzatina della storia. Si chiamava Emily ed aveva i capelli biondi e lunghi. E quando dico lunghi intendo una Panicucci dell'età dell'oro. Capelli di sole e di seta, ai quali lei teneva molto giacché erano il suo asset più importante. Non godeva infatti di una simpatia esorbitante, almeno da quel che posso ricordare, ma era indubbiamente una bambina carina. In realtà poi si sa come vanno queste cose: non è mica che te la sei scelta tu la tua bimba, ma ti è stata assegnata dalle chiacchiere compiaciute di genitori orgogliosi. Tanto per fare un esempio, in quel periodo io andavo molto più d'accordo con Francesca, un'altra compagna di classe che aveva l'indubbio merito di avere come nonna la mia dirimpettaia. Era con lei che passavo tanti pomeriggi giocando con la sua collezione di tappi ed il suo cestino di plastica rosa (appunto a me stesso: aumentare il tasso di virilità nel racconto).

L'asilo è un'isola felice, ma che purtroppo dura poco. A cinque anni si inizia a fare sul serio, in tutti i sensi. Nuova scuola e ovviamente nuova bambina. Questa volta si trattò di Evelyne, una ragazzina decisa e volitiva, dai capelli castani chiari tendenti al rossiccio e qualche chilo di troppo. La sua forma rotondeggiante l'aveva sempre contraddistinta ma il suo indiscusso carisma la faceva apparire ai miei occhi meravigliosa. La nostra relazione (o almeno la mia perché lei non so se se ne sia accorta) fu benedetta dall'alfabeto poiché la nostra maestra aveva l'abitudine di farsi accompagnare ogni giorno da due aiutanti, un maschio e una femmina, accoppiati dall'ordine alfabetico. Io ed Evelyne facemmo coppia fissa (ok, solo in quel senso) per ben cinque anni e questo mi riempiva di orgoglio. Non ero nemmeno l'unico bambino ad avere certi occhi per lei. Ricordo un pomeriggio d'estate di ritorno dalle vacanze, al catechismo. C'erano altri amichetti, ma lei ancora no. E non so come saltò fuori (forse complice la suora che ci ospitava) si fece a gara con altri due ragazzini a chi fosse più amato da lei. Il metro di giudizio fu il numero di cuoricini disegnati sulle cartoline che ci aveva mandato. Ovviamente vinsi io, ben tre cuoricini. ça va sans dire. A lei devo anche una delle poche decisioni delle quali sono fiero tutt'oggi: in quarta decisi di iscrivermi ad un corso di inglese tutto convinto che ci sarebbe stata anche lei. Dovetti scoprire solamente a corso iniziato che lei non s'era mai iscritta, ma ora posso dire di conoscere l'inglese più di chiunque stia passando sotto la mia finestra in questo momento. Questa cotta durò a lungo, finché terminata la terza media ognuno prese la sua strada.

5 commenti:

HoocH ha detto...

ciao

ti volevo dire che sono passata qui per caso e ti ho "rubato" il disclaimer, copiandolo pari pari nel mio blog.

se la cosa ti infastidisce cazzi tuoi!

no scherzo! :-)

se ti rompe lo levo!

ciaoooo

VanderBlogger ha detto...

Come cavolo fai a ricordarti tutte queste cose?



Un saluto

lascar ha detto...

HoocH La cosa non mi rompe affatto :) A meno che tu non voglia dire che quella è l'unica cosa decente del blog. Nel qual caso cado in profonda depressione.

VanderBlogger In realtà la mia memoria fa acqua. Quasi non ricordo cosa ho mangiato ieri a cena!

PrincipeGentile ha detto...

eeeeh queste bimbette, io mi ricordo ancora la ia prima e forse unica fidanzatina, si chiamava valentina e aveva lunghi capelli biondi e boccoluti, il nonno la accompagnava sempre ai giardinetti e praticamente ci assortì lui stesso, in compenso ci nutriva di innumerevoli fruit joy, tu resistere non puoi!! :D

ItalianPsycho ha detto...

Anche a me provarono a iscrivermi a tre anni all'asilo: Feci incendiare la classe. Che bei tempi.