25 dicembre 2006

Il post di Natale

Il primo post pubblicato su questo blog risale al settembre scorso. Potreste fidarvi della mia parola, ma vi prego di andare a verificare voi stessi in modo da farmi impennare il contatore delle visite. Facendo un rapido conto si può dedurre che questa è la prima volta che scrivo un post natalizio. Dunque non ho bene l'idea di quali siano gli argomenti che si possono trattare in un giorno come questo. Dal momento però che è un'occasione speciale non vorrei neanche rischiare di sprecarla scrivendo qualcosa di banale, perché magari un'altra occasione non ce l'avrò. Chissà dove sarò l'anno prossimo di questi tempi? Chissà soprattutto se ci sarà ancora questo blog? Detto questo però non mi piacerebbe neanche scrivere qualcosa di così fenomenale da creare in voi adoranti lettori aspettative tali da sottopormi ad insostenibile pressione anche il Natale prossimo, che magari non avrò voglia. Ho quindi deciso che l'argomento di questo Natale è la bestemmia.

Io non so bene cosa sia la bestemmia. Cioè, ne ho un'idea abbastanza precisa, ma ho paura di non prenderci in pieno. Mi rivolgo quindi per conforto al cordiale dizionario Garzanti che, ancora nelle sue prime pagine, arrivato al lemma bestemmia nella sua accezione principale stabilisce:



1. espressione ingiuriosa contro la divinità o ciò che è sacro



Già qui mi viene un po' paura.

Nella sua seconda accezione aggiunge:



2 (estens.) offesa violenta contro persone, istituzioni o cose a cui si deve rispetto; grosso sproposito che ripugna; assurdità.



E qui mi cago sotto. Però il Garzanti dice estens. quindi credo che questa non sia peccato.

Ora il vostro cortese ospite si vanta giustamente di non avere mai detto una bestemmia in vita sua. Si sì, mai una volta. Ma d'altronde c'è anche poco di cui vantarsi, che quando uno non c'è abituato neanche gli viene in mente di bestemmiare. Pesate che non ho neanche mai detto cazzo in presenza dei genitori, figuriamoci una bestemmiaccia (sempre dal Garzanti, peggiorativo). Insomma non c'è niente di particolarmente difficile, quindi niente di cui vantarsi.

Ma poi mi chiedo se tale parola abbia anche un senso lato, un'accezione più estesa nella quale possa anch'io ricadere.

Mi capita ad esempio di avere delle opinioni, del tutto personali si badi, sulla cara istituzione ecclesiastica che, per dovere di riservatezza, chiamerò d'ora in poi C.C. E mi capita di esprimere tali opinioni con particolare decisione, dardeggiandole di colori accesi, facendo uso di un lessico che timidamente definirei blasfemeggiante. Questo, che capita generalmente alla presenza del solo qui presente e sempre vostro, viene solitamente innescato dalla visione di trasmissioni televisive, dalla lettura di giornali quotidiani e non e in definitiva dall'ascolto di opinioni a me particolarmente avverse. In condizioni di significativo stress sono arrivato a formulare mentalmente frasi in cui la suddetta C.C. compariva insieme alle bestie di satana, non specificherò ora in quale tipo di accostamento.

Mi domando quindi se l'espressione di tali mie vive opinioni possa in qualche modo sottostare ad una più o meno ampia definizione di bestemmia. Temo che, con il passare del tempo, il giovane moderato e morigerato qual ero io una decina di anni fa vada ad assomigliare sempre più ad un vecchio comunista e mangiapreti, come il suo caro nonno.

Nonostante tutti i peccati io abbia commesso finora e pur preventivando tutti i peccati che andrò a commettere da qui in avanti, temo che quando varcherò la porta dell'inferno il mio principale capo di imputazione sarà l'anticlericalismo. Ho di che preoccuparmi?

Detto questo, ancora un gioioso Natale a tutti voi!

2 commenti:

Lodger ha detto...

Lascar La leggo assai impegnata nei contenuti, avrei preferito un post sul vero dramma che incombe su di noi: la corsa ai saldi.



Augurissimi

Lady Letizia

Lodger ha detto...

Beh? affogata nel panettone?

Strangolata dal pandoro?