Poi a un certo punto anche in Italia se ne comincia a parlare sui più disparati mezzi di comunicazione e a me fanno un po' specie certe cose. Non so se altri l'hanno notato, io sì, che oggi non si può cambiar canale senza sentir parlare della signora Pelosi. Nancy Pelosi. Si sottolinea come sia la prima donna a presiedere la Camera dei Rappresentanti nella storia americana. Notiziona. Peccato che in Italia ci eravamo già arrivati da un pezzo. Il Tg1 addirittura ne marca l'orgine italiana. Grazie. Il prossimo. Comunque se ne parla tanto di questo donnino californiano, come se tutti la conoscessimo, come se tutti la dovessimo conoscere. Se vi faccio un nome, tipo Hastert, che mi dite? Fanculo.
Poi c'è la sfilata di esimie personalità della politica italiana che sfoggiano competenza dissertando su chi ha vinto, su chi ha perso, su chi ha i seggi ancora in ballo... ah quei due seggi too close too call... Faccio istanza adesso per un'incursione delle Iene davanti a Montecitorio per mettere alla prova le egregie personalità sopra citate sul sistema politico americano... si si, fateci i nomi, bastardi!
A 8 e mezzo ne parlano con baldanzosa sicurezza e quasi confortante competenza, ma grazie, son già le 9 ormai, chiunque ha avuto il tempo di sfogliare Wikipedia, non vale.
E tutti tacciono sul fattore determinante di questo risultato elettorale: il fattore portafortuna dell'asinello democratico sfoggiato su queste stesse pagine durante tutta la giornata (e nottata) elettorale. Raccolgo gli applausi.
Appendice A:
A 8 e mezzo qualcuno con un accento forestiero ha appena detto che "Washington non è Hollywood". Peccato, perché a me piaceva tanto The West Wing.
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