Alle ore sedici accendevo il piccì. Un minuto dopo le sedici mi accorgevo che qualcosa non andava. Come al solito la macchina faceva le bizze, ma vedevo un che di sinistro nella sparizione dell'iconcina dell'antivirus di fianco all'orologio. Dall'alto della mia esperienza in campo informatico mi accingevo alla classica manovra alla quale ogni tecnico affida le proprie migliori possibilità di vittoria: spegni, riaccendi e affidati al caso. Nell'atto di tale manovra realizzavo che proprio nel suddetto antivirus risiedeva il problema. Spegnevo e riaccendevo come un forsennato, non volendo rinunciare alla mia arma migliore. Quindi, agguantando un bastoncino telescopico, un pennarello, una squadra ed una cartina geografica dell'Afghanistan, mi accingevo ad elaborare un piano B. L'obiettivo era neutralizzare l'antivirus ammutinato. Sotto copertura mi dirigevo nell'area di amministrazione per disattivare il Servizio traditore. Là dovevo constatare che erano già state prese misure di contenimento contro di me: ogni possibilità di interruzione dell'antivirus era stata disattivata. Dovendo passare alle maniere forti facevo intervenire la squadra demolitori e, poiché la disinstallazione del reietto non aveva successo, davo l'ordine ai bulldozer di livellare completamente l'area. Anche qui i nostri sforzi si dovevano infrangere contro l'ostinata resistenza dell'avversario. Le cartelle gialle nei quali si rifugiavano i soldati del nemico ed alcuni soldati stessi risultavano invincibili al mio assalto distruttore. Ero impotente. Da qui l'idea che mi fossero stati rubati i galloni necessari ad emanare tali ordini esecutivi. Una squadra di perlustratori si era infiltrata nell'area detta degli Account Utente per controllare il mio stato di servizio ed eventualmente rettificare errori formali negli incartamenti. Ma, ahimé!, dovevano tornare con notizie grame: l'area degli Account era stata completamente rasa al suolo, tutti gli archivi prelevati, nessuna traccia dei miei galloni. Fu allora che pensai di agire d'astuzia. Se i soldati avversari non potevano essere eliminati del tutto, forse potevano essere tratti in inganno. Preparai quindi un astuto tranello, avventurandomi in quell'oscuro meandro conosciuto con il nome di Prompt dei Comandi. Da lì, con movimento furtivo, causavo una confusione generale rinominandoli in tutta fretta. Tornavo quindi al piano A, spegnendo e riaccendendo le attrezzature. Le truppe nemiche, ormai disorientate e prive di ordini da eseguire, si lasciavano giustiziare senza opporre resistenza. Il campo era stato sgombrato, finalmente i macchinari riprendevano a funzionare. Ma i danni provocati dagli scontri erano ingentissimi. L'antivirus era perduto; gli Account Utenti erano dispersi; perfino l'Internet Esploratore aveva riportato dolorose ferite risultando inaffidabile. Qualcosa dovrà essere fatto, una conferenza internazionale la settimana prossima riunirà i possibili donatori per discutere dei mezzi e dei modi per ricostruire un territorio devastato. Nel frattempo poteva solo essere ingaggiato un nuovo antivirus non governativo per eseguire il necessario lavoro di individuazione e rimozione delle mine lasciate dal nemico. Il lavoro è solo all'inizio. Sarà lunga la strada da percorrere prima di poter dichiarare vittoria.
Aggiornamento: dopo 37 minuti di esame approfondito, il liberale antivirus AVG mi segnala un solo cavallo di troia, peraltro abbastanza insulso. Temo che AVG mi stia mentendo. Venduto al nemico!
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2 commenti:
Ah, ecco cos'era quel quadratino vicino all'orologio è l'antivirus...
=)
che esperienza allucinante lascar! hai trasmesso l'influenza al tuo fido PC?...al posto tuo lo avrei messo in ammollo con candeggina e vivinC, tanto per esser sicuro. Almeno 37 minuti, ovvio.
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