1. Non si tratta di una legge ad personam e venditcativa fatta allo scopo di colpire unicamente gli interessi di Berlusconi, e ad affermarlo sarebbe Berlusconi stesso. In più occasioni egli ha infatti sostenuto di non avere più alcuna relazione con il suo gruppo e di non averne avute per oltre 10 anni, dal momento in cui egli si è dedicato completamente alla politica. Perché quindi colpirlo attraverso un azienda di cui lui non fa parte. Anche dal punto di vista della proprietà Berlusconi detiene una quota ben inferiore alla maggioranza assoluta, per cui colpire l'azienda significherebbe colpire soprattutto investitori istituzionali, fondi e piccoli risparmiatori.
2. Il passaggio di una rete Mediaset al digitale terrestre non è una condanna ad un gruppo, ma un passaggio inevitabile di tutto il sistema, passaggio che dovrà essere completato entro e non oltre il 30 novembre 2012: per tale data infatti tutte le reti di tutti i gruppi dovranno trasmettere solo in quella forma. La precedente legge Gasparri fissava come termine per il passaggio al digitale terrestre il 2008, quindi in realtà la nuova legge allenta la stretta.
3. Il passaggio di una rete Mediaset al digitale terrestre non sarà di certo gravoso per l'intero gruppo visto che il decoder per il digitale terrestre è ormai molto diffuso in Italia, grazie soprattutto ai generosi incentivi offerti dal governo Berlusconi per l'acquisto dell'apparecchio. Perché il governo Berlusconi, dopo avere pagato con il denaro dello stato la transizione delle sue aziende verso una nuova teconologia, ora indica come banditismo l'uso di detta teconologia?
4. La nuova legge richiede ad entrambi i gruppi, RAI e Mediaset, il trasferimento di una rete sul sistema del digitale terrestre, senza ovviamente specificare quale rete, scelta che spetta unicamente alle aziende stesse. Facendo uso del buon senso, pur senza conoscere i numeri, è facile individuare in Rai 3 e Rete 4 le due reti prescelte. In che senso quindi questo sarebbe un atto vendicativo da parte dell'attuale maggioranza contro Berlusconi quando evidentemente verrebbe colpita l'unica rete da sempre considerata di sinistra (Rai 3)?
5. L'opposizione ed il suo leader utilizzano la politica per promuovere o salvaguardare interessi personali. Una materia così tecnica come la gestione delle frequenze, l'utilizzo di nuove tecnologie, il calcolo dei tetti pubblicitari e del bacino di rilevamento, è sicuramente poco appetibile e poco comprensibile per l'elettorato e sarebbe destinata ad un oscuro iter legislativo e non certo agli highlight dei notiziari. Non credo che nessun elettori in Italia si metterebbe a calcolare i numeri del mercato pubblicitario, l'ampiezza del vecchio SIC, l'influenza delle televendite sul totale dei ricavi. Piuttosto, all'ipotetico sondaggio di seguito riportato gli elettori risponderebbero in questo modo:
- E' favorevole o no al pluralismo nel mercato radiotelevisivo?
Favorevole 100%
Contrario 0%
- La sua preferenza va ad un sistema radiotelevisivo in cui la grande maggioranza di entrate pubblicitarie affluisca ad un unico operatore o ad uno in cui essa si ripartisca fra più operatori secondo le regole di mercato?
Un operatore 0%
Più operatori 100%
- La sua preferenza va ad un sistema radiotelevisivo in cui il maggior numero di reti sia controllato dal minor numero di editori ad ad uno in cui il minor numero di reti sia controllato dal maggior numero di editori?
Più reti per pochi editori 0%
Meno reti per molti editori 100%
E' chiaro quindi che il presente disegno di legge viene portato al centro dell'attenzione solo per interessi personali, dal momento che gli elettori in massa sarebbero favorevli a qualsiasi riforma che miri agli obiettivi sopra elencati.
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