11 settembre 2006

Movimiento Ormónico

Venerdì sono andato a Milano, in un'agenzia di moda per un casting. Non il mio, certo. Ma confesso che se avessi dieci anni in meno, dieci centimetri in più, e un aspetto diverso, un pensierino ce lo farei. Ma non è di questo che voglio parlare. E' che c'era un ragazzo, molto carino. Neanche di lui voglio parlare, voglio parlare di me. Però c'era questo ragazzo ed era davvero carino.

Aveva i capelli corti, portati come vuole la moda ora, castani. Gli occhi bellissimi scuri, grandi e svegli, curiosi ed ingenui. Per me era un gran figo! Portava una maglietta marrone, sopra il disegno di Wile E. Coyote. Pantaloni cargo al ginocchio, verde militare. Il viso, le braccia, le gambe nude mostravano il ricordo di un'abbronzatura estiva che svaniva sulle caviglie pallide per scomparire dentro un paio di Converse dal motivo scozzese a righe colorate.

Si chiamava Luca e non riuscivo a togliergli gli occhi di dosso. Sarà un caso, ma tutti i Luca che ho incontrato nella mia vita erano molto carini. Anche io mi chiamo Luca. Ironia del cazzo!

L'ho visto per un paio d'ore venerdì. Gli sono stato seduto accanto e gli ho detto una sola parola: "scusa" urtandolo casualmente. Un incontro di nessuna importanza, come se ne fanno ogni giorno; durato meno di un pomeriggio, ma che, come sempre accade, ha prodotto effetti devastanti sulla mia fragile psiche.

E' di me che voglio parlare, sebbene Luca sia un argomento più interessante, ma dopo tutto io sono Luca.

La sera, tornando a casa, l'avevo già dimenticato. Nella penombra del treno non riuscivo più a ricordare quel viso che mi aveva incantato poche ore prima. Grazie al cielo!

Senonchè il mattino dopo mi sveglio presto (per un sabato mattina, dopotutto!) ed è il disastro: lui è nella mia mente, mi ha svegliato e non se ne vuole andare. E nel buio della stanza non riesco a evitare di avvitarmi in spirali di nostalgia e desidetrio, solituidine e frustrazione.

Così non si va avanti. Mi alzo ed esco. Devo comprare il pane, ma cammino per un'ora, armato di iPod per riempirmi la testa e far tacere i pensieri. Ci riesco e sto bene. Ma non è vero, perché più tardi lui ritorna, io lo caccio, lui si fa un giro ed è di nuovo con me.

Sono passati tre giorni da venerdì ed ora sto bene. Certo ogni tanto lascio la mente libera di volare e tornare a quel giorno, ma tutto sommato credo anche lei abbia diritto alla sua mezz'ora d'aria.

Il problema è che capita sempre, per lo meno spesso. Non faccio in tempo a vedere un bel ragazzo per ricadere nel vortice. Ma questa volta ho capito cos'è...

E' che sono un'ormone impazzito, da troppo tempo imprigionato, incapace di liberarsi, di trovare uno sfogo e un obiettivo.

Per favore gente, tenetevi lontani! Tutti dietro le transenne!

Qui c'è rischio di esplosione!

1 commento:

Lodger ha detto...

E lo hai mai rivisto detto Luca?



Luca - Luca - Luca dove sei adesso?

(cantava la Carrà)