30 settembre 2006

Lascar t'insegna la televisione - Reality Show

Mi scuso anticipatamente per il post, lungo e di scarso interesse, ma prima o poi doveva arrivare.



Alcuni di voi, forse i più scaltri, avranno notato che negli ultimi anni si è diffuso nella televisione italiana un nuovo genere televisivo: il reality show. Questo genere ha provocato molte critiche, ma ha raccolto un crescente ed apparentemente inarrestabile successo. Anche voi probabilmente ne seguite uno piuttosto che un altro e magari lo state guardanto proprio in questo momento ed in questo caso... A me gli occhi please.

Quello che vi voglio dire potrebbe cambiare il modo in cui sprecate il vostro tempo. Vi voglio dire infatti che il genere del Reality Show non esiste. E non esiste per almeno due motivi.



Un genere per essere tale deve avere caratteristiche riconoscibili, comuni tra i programmi che ne fanno parte. So che parlando di reality si pensa automaticamente al Grande Fratello, all'Isola e ad ai relativi cloni. Allargando un po' l'orizzonte possiamo però considerare tutti i programmi che si propongono di portare la vita reale (la realtà) sul piccolo schermo. Ed allora facciamo una lista, non completa, ma varia. Ai titoli già citati aggiungiamo ad esempio Ballando con le Stelle, Amici, C'è posta per te, La Talpa, Reality Circus, Room Raiders, Cambio Moglie, Reparto Maternità, Al posto tuo. Ed ora chiediamoci: cos'hanno in comune tutti questi reality?

La risposta, abbastanza semplice, è niente. Quello che potremmo fare, al massimo, è dividerli in gruppi di due o tre con caratteristiche omogenee. Ma è alquanto difficile riuscire a riunirli tutti sotto un'unica etichetta.

Questo perché tutti questi reality show appartengono in realtà a generi televisivi diversi, indipendenti ed antecedenti all'invenzione del Reality. Prendiamo, ad esempio, il Grande Fratello e l'Isola dei Famosi. Cosa sono se non competizioni ad eliminazione con un premio finale? Nient'altro che giochi a premi, o game shows come si chiamano ora. Il fatto che in qualche caso i concorrenti siano famosi non ne cambia l'impianto.

Oppure Amici, Ballando con le Stelle, American Idol. E' vero che marginalmente ricadono nella categoria dei precedenti, ma l'obiettivo qui è completamente spostato sul lato spettacolare. Sono quello che oggi si chiama Talent Show (Piccoli Fans dice niente?)

Ed ancora. C'è posta per te, Al posto tuo. La realtà qui è portata sotto forma di gente comune che racconta le proprie storie seduta su un divanetto. Una volta si diceva Talk Show.

O per finire, Cambio Moglie, Reparto Maternità, nei quali l'accento è posto sul lato narrativo di storie reali, una realtà documentaristica ravvivata da un piglio romanzesco. Questo sì che è un genere nuovo: la Docufiction (o Docudrama, che dir si voglia).

Insomma, quella che il reality sia il genere del momento è una gran bella fandonia. Il reality non è un genere, ma una forma. Un modo di fare televisione, di proporre contenuti tradizionali con un taglio diverso; di rimescolare generi già esistenti in un nuovo pentolone.

Per questo motivo non mi sento di criticare il reality come fanno i più snob tra i critici televisivi. Se il reality è una forma e non la sostanza, allora non la si può condannare senza appello. Sarà invece la sostanza, il contenuto, a dover essere giudicato e su questo punto, purtroppo, la televisione italiana non ha mostrato grandi meriti finora.



Ma facciamo un passo in più.

Il nodo centrale delle forma reality consiste nel portare la vita vera in televisione. Ed io mi chiedo: ma perché? Provate a seguirmi.

Ogni mattina ognuno di voi si alza dal letto e si prepara per la giornata. Farà colazione, magari in casa o forse fuori, al bar. Andrà poi al lavoro o altri se ne andranno a scuola. Insomma ognuno passerà la sua normale giornata, incontrando le persone che più o meno ogni giorno incontra e destreggiandosi tra le attività che più o meno ogni giorno svolge. Poi tornerà a casa.

Tornato a casa, a prescindere dalle singolari abitudini, probabilmente ognuno di voi accenderà la televisione. E ci troverà con ogni probabilità un reality. Ma qual è lo stimolo che ci fa sedere sulla poltrona con il telecomando in mano e ci fa accendere quell'apparecchio? La voglia di vedere la realtà in televisione? Faccio fatica a crederci. E faccio fatica perché la realtà l'ho già vista durante tutto il giorno nella mia vita normale. Perché dovrei guardare la tv per vedere ed ascoltare gente comune? Ho avuto a che fare con gente comune per tutta la giornata e sicuramente dovrò farlo anche domani.

Quello che le persone vogliono quando accendono la tv è vedere qualcosa di speciale. Per lo meno di diverso. Non vogliono quello che già hanno, ma quello che non hanno, o meglio, quello che non possono avere. In televisione di solito si vogliono vedere persone migliori di noi, nelle quali identificarci, oppure peggiori di noi, per poterle giudicare. Ma non vogliamo noi stessi, abbiamo già lo specchio; non vogliamo la realtà, ci basta la verosimiglianza.

E questo è il secondo motivo per cui il reality non esiste, perché la realtà in televisione non vende.

Sicuramente avrete visto al cinema film che riportavano nei titoli di testa frasi come, ispirato a fatti realmente accaduti, oppure basato su una storia vera. Non si capisce perché il pubblico dovrebbe pagare un numero di euro per vedere un storia vera, normale, quando potrebbe avere una storia speciale. Ed infatti il disclaimer lo dice tra le righe che la storia è ispirata o semplicemente basata su una storia vera: insomma si riservano il diritto di apportare correzioni alla storia vera, in modo da renderla migliore e richiamare un pubblico maggiore.

In televisione questo si fa mettendo le persone, sconosciute o famose che siano, in contesti estremi: ambienti isolati, isole selvagge, scambi di appartamenti. Poi si dice che nonostante l'ambientazione sia finta le reazioni delle persone coinvolte e le dinamiche che ne derivano sono reali. Ma a mio avviso da una situazione estrema non possono che scaturire reazioni estreme, forzate, lontane dal vero.



Ogni volta che guardate un reality show e rimanete coinvolti dai loro personaggi e dalle loro emozioni, ricordate che non possono essere vere. Perché se fossero vere non le stareste guardando.



Il titolo del post, arrogante e decisamente spocchioso, si ispira alla ben più divertente serie Kaplan ti spiega il mondo apparsa qui.

1 commento:

anonimo ha detto...

Personalmente credo che i reality siano dei programmi a cui si può rinunciare. Non riesco a capire coloro che li guardano. Non si ricava niente di più, come dice il post, di ciò che ciascuno di noi fa ogni giorno